Cosa sono i solfiti?
Anidride solforosa no grazie
Gian Antonio Posocco - Enotecnico ha selezionato una linea di vini completamente biologici (coltivazione e vinificazione) senza AGGIUNTA di anidride solforosa. Perseguendo i propri obiettivi di selezionare prodotti di massima qualità e valorizzare aziende che lavorano con amore, passione e coraggio. Perché ci vuole coraggio a mettere in commercio vini senza conservanti. Ricordiamo che la responsabilità in caso di deterioramento del prodotto è ancora tutta del produttore.
SENZA SOLFITI
Attraverso il delicato processo di coltivazione e vinificazione “senza aggiunta di anidride solforosa” e altri additivi di sintesi si ottengono vini eccellenti, salubri, puliti, ricchi di sostanze benefiche (polifenoli e antiossidanti risultano fino a 5 volte di più) con odori e sapori naturali dell’uva e della campagna (terroir), i gusti tipici del vitigno, con le caratteristiche varietali ed autoctone. Ma soprattutto vini che invitano alla piacevole beva e il matrimonio con il cibo risulti più armonioso e esaltante.
I SOLFITI
L’anidride solforosa è un additivo chimico denominato dagli esperti “la regina dei vini” per le sue molteplici funzioni (antisettico, regolatore della fermentazione, estrattore di colore, miglioratore organolettico, antiossidante). Si trova in forma di sale, liquida o gas incolore, tossico per inalazione, corrosivo ed irritante per le vie respiratorie e il tubo digerente, provoca alterazioni nel metabolismo di alcuni amminoacidi e della vitamina B1. Si trova in moltissimi alimenti conservati ed è riscontrabile in etichetta tra gli ingredienti come antiossidante E 220, E 223 e E 224
EFFETTI SULL’ORGANISMO
L'anidride solforosa contenuta nel vino (anche quelli da agricoltura biologica) può dare luogo ad episodi classici come il cerchio alla testa, pesantezza o a più seri fenomeni allergici come l'asma. La Fda americana ne ha proibito l’uso sui cibi da consumare freschi e alcuni solfiti non sono permessi in Svizzera e Australia. In Italia è l’unico antisettico permesso in enologia e il limite massimo nei vini destinati al consumo diretto è di 210 mg/l. per i vini bianchi secchi, 260 per i vini bianchi e rose’ dolci, 400 per i vini dolci passiti (in particolare i soutern francesi) 160 per i vini rossi secchi e 260 per i vini rossi dolci.
LEGISLAZIONE
Ma qualcosa è cambiato nelle etichette dei vini prodotti e commercializzati nell’Unione Europea. A partire dalla vendemmia 2005, infatti, è entrato in vigore l’obbligo di riportare in etichetta o nella retro-etichetta in caratteri chiari, indelebili e sufficientemente grandi, la dizione “contiene anidride solforosa” o “contiene solfiti”, qualora il vino superi il valore di 10 ml/L (quantità prodotta naturalmente nel processo di fermentazione e comunque irrilevante all’organismo)). Tale indicazione vale anche per i vini provenienti dall’estero. Anche i vini da uve di agricoltura biologica contengono solfiti aggiunti e in alcuni casi (vedi indagine del movimento consumatori) con dosi ai limiti del consentito. È necessario quindi valutare accuratamente le proprie scelte chiedendo informazioni approfondite ai venditori e ai produttori. In attesa che anche altre sostanze usate nella vinificazione vengano riportate in etichetta, come avviene per tutti gli altri alimenti.
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